Un’alternativa allo sviluppo sostenibile? No, non abbiamo scelta.

#aTuxTu con.. Enrico Giovannini • fondatore di ASvis, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Focus sugli SDGs e la loro considerazione in agenda politica.

Enrico Giovannini, ex Ministro del Lavoro, fondatore e presidente di ASviS, Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile, è intervenuto alla conferenza Agenda 2030 e SDGs: quali prospettive per uno Sviluppo Sostenibile? lo scorso 27 Aprile a Mestre, rispondendo alle nostre domande al successivo dibattito col pubblico.

SDGs: di cosa parliamo?

Il tema della conferenza, gli SDGs e la situazione nazionale e globale, torna sull’Agenda 2030, approvata dalle Nazioni Unite nel Settembre 2015 con l’accordo su 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, SDGs, e 169 micro-obiettivi di carattere socio-ambientale. Il lavoro di ASvis ha fatto denotare come l’Italia purtroppo sia tra i paesi peggiori in termini di integrazione dei global goals nell’agenda politica. Qualcosa si sta muovendo a partire dalla Legge di Bilancio con introduzione del BES nel Documento di Economia e Finanza, ma la strada è ancora lunga e gli obiettivi di lungo termine, si sa, son difficili da recepire per il mondo politico. Enrico Giovannini ha risposto così alle nostre domande.

atuxtu giovannini

 

Qual è la situazione italiana rispetto agli SDGs a livello d’impresa? Alla luce anche dell’introduzione dell’obbligo di rendicontazione non finanziaria per le imprese (in vigore da Gennaio 2017) con più di 500 addetti.


«La direttiva è stata sicuramente recepita male dall’Italia toccando solo le grandi aziende, circa un migliaio in tutto il panorama nazionale. Un grave errore per l’Italia, arrivata per ultima a discutere di queste tematiche. A livello d’impresa ci colgono segnali di cambiamento, anche se lenti, vi sono “campioni silenti”, a differenza della finanza sostenibile che è decisamente più avanti rispetto al settore economico, basti pensare al successo dei fondi socialmente responsabili. L’implementazione degli SDGs nelle imprese italiane è invece ancora difficile da accogliere. Spesso mi sento dire.. 1. “non mi interessa”, 2. “obiettivo salute? ci sono! perchè includere gli altri goals? Ma esiste la terza via: accettare la sfida dell’integrazione delle complessità, riconoscere i futuri shock, ragionare con visione sistemica e integrata».

Potrebbe dare un consiglio da dare ai giovani intenti ad avere un futuro anche professionale che tocchi le tematiche ambientale e sociali, oltre al calcetto*?

«C’è un’alternativa allo sviluppo sostenibile? No, non c’è. Si tratta di una scelta ben precisa, un percorso da accettare e cogliere come sfida. Vale per le istituzioni come per le imprese, per la società civile come per i giovani. Le opportunità professionali in campo economico, sociale e ambientale non mancano»

*n.d.r. riferimento ironico a battuta infelice del Ministro del Lavoro Poletti, al quale Giovannini con altrettanta ironia ha affermato: “Mi raccomando, andate comunque a giocare a calcetto che fa bene alla salute”.
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