Trionfa il bianco ben-essere, successo di pubblico per l’evento White in the City.

Il contest “vota la migliore installazione” mette tutti d’accordo: vince il colore bianco! White in the city, uno degli eventi più cool del Fuorisalone di Milano, nella settimana del design dal 4 al 9 Aprile, è stato un vero e proprio successo. Il vincitore? Siamo tutti d’accordo: il colore bianco,

Perchè White in the City?

Il direttore artistico di White in the City, Giulio Cappellini ha parlato all’inaugurazione dell’evento lo scorso 3 Aprile: «White in the city ha voluto innanzitutto lasciar lavorare in libertà gli architetti, volevamo forme che raccontassero sensazioni differenti legate allo spirito e al linguaggio architettonico diverso di ciascun interprete; il bianco può avere migliaia combinazioni, tonalità, bianco non è total white ma può essere compagno e protagonista di un ambiente con altre declinazioni». Molto interessante anche lo spazio dato ai più giovani designer: “lo spazio di Class ha dato in mostra giovani designer da varie parti del mondo con oggetti decorativi per dare loro interpretazione del bianco; con texture e materiali differenti si danno immagini forti, nuove e innovative al progetto”. Il colore bianco associato al benessere e alla sostenibilità.

Leggi anche: Torna White in the City, ma perchè il colore bianco è sostenibile?  

Chi ha partecipato a White in the City?

White in the City ha visto tra i protagonisti architetti del calibro di Patricia Urquiola, Stefano Boeri e Marco Piva, ad arricchire il patrimonio architettonico della Pinacoteca di Brera. Prezioso anche il lavoro degli studenti di design in Pinacoteca di Brera, dei piccoli gioielli di creatività che hanno colpito anche i più esperti designer e visitatori della mostra. Il minimo comune denominatore dell’evento è il bianco, ma in che modo possiamo rappresentarlo e affibbiargli un significato? Vicky Syriopoulou, color designer di Oikos, main sponsor, lo ha sintetizzato così: «White in the city vuole far capire come il bianco prende forma diversa in tutte le installazioni, come reagisce col colore, perchè il bianco dà valore al colore». Abbiamo quindi pareti che respirano, arredi senza materiali inquinanti, senza formaldeide, si vuole dare enfasi al luogo di benessere in cui viviamo. White in the city è stato un viaggio, un percorso nella sostenibilità più pura da toccare con mano.

Il contest “vota la tua installazione”.

A ottenere il maggior numero di preferenze tra media e pubblico, per il contest “Vota la tua installazione” con il 22,22% di voti, è risultato “White ben-essere”, ambiente creato presso la chiesa di San Corpofaro, dalle professioniste Barbara Candoni e Sylvia Gortana, al fine di esporre un benessere più ampio. Vi sono più ambientazioni, colori abbinati e pensati per attirare benessere, il bianco come lo percepiamo nell’ambiente in cui viviamo. «Siamo partite studiando forme e geometrie della chiesa – ha riferito Candoni – e le abbiamo riproposte, per suddividere le aree in varie funzioni: la navata centrale rappresenta le aree del vivere, il transetto è l’area oikos e l’abside che è l’apoteosi di tutti i materiali e del colore bianco, texture come il bianco diventano effetto di decorazione se lo facciamo reagire con la luce», «in alto – continua Gortana – col passaggio, si crea una movimentazione d’aria, alcune illuminazioni andranno ad effettuare quello che è il crescendo e il calando per simulare il respiro. Passando attraverso la galleria tra luce e suoni, si ha la sensazione di respirare, poi abbiamo materializzato concettualmente l’aria per renderla tangibile, visibile agli occhi per meglio rappresentare il benessere dell’aria che noi respiriamo». Altro obiettivo del lavoro è «far riflettere anche i professionisti del settore o gli studenti chi devono approcciarsi a una nuova progettazione sostenibile in tutti i sensi, anche per la salute dell’uomo».

Il progetto #socialwhite di Svetti Architecture.

A Palazzo Cusani hanno esposto 5+1AA Alfonso Femia-Gianluca Peluffo, Alberto Apostoli, Studio Asia, Caberlon Caroppi Italian Touch Architects, Raffaella Laezza Underarchitecture, Studio Mamo, Jasper Morrison, Studio Rotella, Studio Svetti. Quest’ultimo protagonista con la “Social Room” che ha visto noi blogger partecipare attivamente per riempire il muro bianco di pensieri, lasciando una traccia del proprio passaggio in una sintesi perfetta di socializzazione sostenibile. Il progetto è stato graditissimo al pubblico, secondo il 21,78% di preferenze nel sondaggio finale, davanti a “Gli infiniti bianchi della luce” di Carla Baratelli e Studio Asia (13,93%). Leggi l’intervista a Emanuele Svetti a proposito di #socialwhite per saperne di più.

Alla prossima edizione!

White in the City è stato forse la vera rivelazione nella settimana del Salone del Mobile e Fuorisalone di Milano del 4-9 Aprile 2017, uno spettacolo all’insegna del benessere, della luce e della freschezza che probabilmente, solo le mille sfumature di bianco sono in grado di lasciare, un’esperienza sensoriale che non era da perdersi. See you next year!

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