AgroFood BIC, un progetto made in.. Granarolo

#BollediSalone • Ultima tappa, ultima bolla. Da Bologna la nota azienda Granarolo, primo player di latte fresco made in Italy ha presentato il progetto AgroFood BIC, Business Innovation Center. A quale scopo? Ora lo vediamo.

latte granarolo

Granarolo: un po’ di storia

Da 60 anni Granarolo entra nelle case degli italiani con il latte e i suoi prodotti genuini. Nel 1957 prende vita il Consorzio Bolognese Produttori Latte (CBPL), tra i primi produttori latteari uniti anche nella trasformazione e commercializzazione del latte. Dopo una serie di acquisizioni, nel 1990 avviene la svolta organizzativa. Il Consorzio Granlatte trasferisce i propri asset alla natia S.p.A. Granarolo che noi tutti oggi conosciamo. Con il nuovo millennio Granarolo ampia la propria sfera d’azione interessandosi anche alle problematiche sull’alimentazione con l’Africa Milk Project, e successivamente diversificando il proprio business andando oltre la filiera del latte. Importante l’appoggio di Intesa San Paolo, nell’ambito del salvataggio della Yomo, acquisita da Granarolo.

Dal 2009 subentra alla presidenza Gianpiero Calzolari, presente alla tappa del Salone della CSR e Innovazione Sociale di Bolognadopo Luciano Sita e da qui prende avvio un nuovo piano a partire dalla istituzione di Zeroquattro S.r.l. per servizi logistici dedicati nello specifico alla distribuzione di prodotti alimentari freschi. Dal 2011 via al commercio estero con l’avventura in Spagna, acquisisce gruppo caseario francese CIPF Codipal e opera anche negli USA. Recentemente spiccano la partecipazione ad Expo 2015 nonchè altre parziali acquisizioni come San Lucio S.r.l. (snack al formaggio) e all’asta la Pandea Dietetica S.r.l. (prodotti da forno). Quest’anno nuove partecipazioni in Brasile e poi è grande festa: 60 anni di storia non sono pochi.

La filiera perfetta

Sono circa 2 milioni le analisi annuali cui vengono sottoposti i prodotti finiti di Granarolo. In realtà i controlli partono a monte: controllo e tracciabilità sui fornitori di mangime, diverse visite sullo stato degli animali (Leggi anche il Caso Moncler, oggi funzionano i controlli sullo spiumaggio delle oche?), audit sulle stalle e georeferenziazione, certificazione di filiera, produzione di biogas e controlli qualità sulla materia prima in entrata: tutto questo solo da Granlatte. Qui subentra Granarolo con le politiche di CSR, l’autoproduzione di energia negli stabilimenti, innovazione di prodotto e processo orientata alla sostenibilità ed esce via green logistic e controlli ai punto vendita e test periodici sui consumatori per cogliere eventuali margini di miglioramento. Un esempio condivisibile di filiera integrata.

AgroFood BIC, un progetto da startup

Dalla tappa del Salone viene messo a fuoco il progetto AgroFood, distinto per l’ambizioso obiettivo che si pone. Il motivo è presto enunciato: si parte dal secondo goal di Agenda 2030 (SDGs), l’importante obiettivo di raggiungimento entro il 2030 della sicurezza alimentare eliminando la fame e promuovendo un’agricoltura sostenibile. Ecco la chiamata di Granarolo: «Creare un polo per l’accelerazione di promettenti start-up nei settori food&beverage ed agro-industriale». Coinvolgendo le diverse aziende locali dell’agroalimentare viene facile avere il know-how necessario per dare concretezza ai progetti, alle start-up. L’acceleratore nasce come network di condivisione, come rete di scambio di informazioni, competenze, risorse per dare valore alle idee coltivate e permette l’incontro con gli investitori, sostenendo lo sviluppo iniziale. Il progetto intende attrarre giovani talenti e imprese anche in difficoltà per mettersi al servizio della comunità territoriale, allargando i piani della filiera agroalimentare “emilio-romagnola”. AgroFood BIC seleziona le 6 idee più convincenti. Il progetto, in linea con la politica orientata alla sostenibilità e alla creazione di valore condiviso.

Oltre la CSR

Anche in Granarolo, ultimo appuntamento scelto per #BollediSalone è possibile scorgere la visione lungimirante andando oltre le problematiche riguardano solo il proprio business competitivo. L’azienda di latte produce annualmente anche il Bilancio di Sostenibilità per mostrare i risultati conseguiti in linea con i parametri obiettivo preposti. Le sfide globali sono molte e anche eccitanti per certi versi, gli stessi SDGs spingono le imprese ad una visione più ampia e non generalizzata. La mappa di materialità fa risaltare l’allineamento tra impresa e stakeholder: condivisione ravvicinata soprattutto sul tema della sostenibilità ambientale, sulla sicurezza alimentare e promozione della salute e benessere nonchè la valorizzazione di un business strategico orientato alla sostenibilità. La rubrica termina qui, ma si torna in autunno con l’appuntamento per il Salone della CSR e Innovazione Sociale a Milano per il 3 e 4 Ottobre.  A presto!

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