Novità in Leroy Merlin: ecco il bilancio partecipato dei benefici prodotti.

#BollediSalone • L’impegno di Leroy Merlin in Italia per la sostenibilità, dalla casa ideale al primo bilancio partecipato, dal Salone della Csr e Innovazione Sociale, tappa di Torino. Lo scorso Febbraio, tra le protagoniste in sala del format 10 al cubo (10 aziende, 10 slide, 10 minuti di tempo) strettamente legata ad Orti Alti spicca il lavoro in ottica di responsabilità sociale di Leroy Merlin, la quale vede accrescere sempre più la propria impronta sostenibile.

Leroy Merlin e la casa ideale.

Il Csr Manager di Leroy Merlin Italia, Luca Pereno, ha illustrato il punto di partenza dell’impresa; “ogni persona ha diritto alla propria casa ideale”. Casa, come luogo abitativo, di sicurezza, di tranquillità e benessere. Un diritto che dovrebbe essere indiscutibile, ma purtroppo non è sempre così. Prendiamo gli stessi SDGs con Agenda 2030 e pur non trovando un diretto cenno tra i 17 obiettivi alle abitazioni ci arriviamo passando per l’obiettivo 1, No Poverty, il terzo legato al benessere, il decimo, ridurre e uguaglianze, ma potremo in qualche modo trovarlo anche in altri SDGs. Cosa può fare un’impresa per includere nella propria strategia obiettivi di questa portata? Leggi anche l’intervista a Enrico Giovannini sugli SDGs.

leroy merlinNon ci soffermeremo più di tanto su tutto ciò che fa Leroy Merlin sul piano della responsabilità sociale, finiremo per dilungarci troppo. Tuttavia resta di interesse notare come siano perfettamente integrati legami tra capitale economico, sociale e ambientale. Leroy Merlin ha maturato nel tempo una consapevolezza diffusa lungo la piramide organizzativa che parte dai vertici e dalla strategia che include le scelte di materie prime di qualità, al rispetto di standard di sicurezza, pensiamo al legno (certificazioni FSC e PEFC) o all’eco-packaging, si estende in tutte le filiali a livello globale, fino ai singoli punti vendita dove non si può fare a meno di citare il volontariato d’impresa, qualcosa che va oltre la semplice filantropia, ma piuttosto ricopre una libera forma di responsabilità sociale disseminata anche tra i dipendenti. Le iniziative legate al sociale e alla valorizzazione ci portato a enunciare anche Empori Fai da Noi e il lavoro a Torino Orto Fai da Noi in collaborazione con Orti Alti.

Siamo qui per discutere piuttosto del primo bilancio partecipato di Leroy Merlin.

Il bilancio partecipato dei benefici prodotti.

Parliamo di condivisione del fare. Dal bilancio sociale ecco il bilancio partecipato. Si intende andare oltre la mera rendicontazione, coinvolgendo direttamente chi ne abbia interesse, una forma di ascolto, partecipazione diretta anche dei cittadini.

“Il nostro obiettivo è quello di andare oltre alla “semplice” rendicontazione e creare un processo di Bilancio partecipato come forma di partecipazione diretta dei nostri stakeholder alla definizione e condivisione delle politiche di Sviluppo Sostenibile”.

Il bilancio partecipato ha voluto calcolare gli impatti prodotti e i relativi benefici verso la comunità e l’ambiente. Degno di nota è senz’altro l’impiego di indicatori di outcome, figli di una strategia orientata al lungo termine, a portare concreti benefici alla comunità, spesso difficili da misurare, ma che vengono monitorati con output nel breve periodo che consentono di integrare parametri-obiettivo con indicatori, responsabilizzando i manager. Il bilancio partecipato in esame presenta inoltre tre sezioni: Habitat ideale, Azienda ideale, Casa ideale.

“Dall’indagine è emerso che la performance ambientale è l’area per la quale sono richieste maggiori informazioni e approfondimenti. Seguono le performance sociale, economica e culturale”.

Lo scorso marzo nel web, Leroy Merlin ha messo a disposizione un questionario, il quale dava sommariamente gli output prodotti dall’impresa nel 2016 rispetto agli obiettivi prefissati, chiedendo ai cittadini, 220 rispondenti, una valutazione dell’operato prodotto. Nasce qui il bilancio partecipato, da accompagnare e incrociare al bilancio di sostenibilità 2016, per rendere ancora più attendibile il lavoro svolto da Leroy Merlin. Una forma interessante di condivisione, qualcosa che va oltre il semplice report. Per quanto riguarda l’ambiente sono preferiti la gestione responsabile della risorsa legno, da rivedere i rifiuti, mentre si evidenzia un totale riconoscimento nella vendita di prodotti eco per produzione, finalità, utilizzo. C’è molto ancora da fare invece, sulla gestione delle sostanze chimiche e delle risorse idriche (aumento circa del 10% rispetto al 2015).  Per il sociale, l’azienda sceglie poca filantropia, ma dobbiamo incrociare il dato con le altre forme di investimento, come il volontariato d’impresa e soprattutto il forte legame con il territorio, la vera forza aggiuntiva degli ultimi anni di Leroy Merlin, molto apprezzata dai lettori.  In ultimo citiamo l’ascolto con gli stakeholder da rafforzare, mentre convincono i risultati sul piano della formazione del personale e le attività culturali e ricreative.

I livelli di lettura sono molto ampi, toccando anche il “BES“, un indicatore comprensivo di salute, istruzione, politica e relazioni sociali, lavoro, sicurezza, ambiente e paesaggio, R&S, benessere economico, qualità dei servizi.

L’Habitat ideale.

Focalizziamoci su uno dei 4 punti: l’habitat ideale, il più ampio e complesso da misurare. In base ai dati forniti, il 44% ha votato “da migliorare” il rapporto con i territori, a discostarsi dalle precedenti indicazioni. Tuttavia il 35% lo riconosce come best-practice, mentre il 21 lo ritiene sufficiente. Il dato è viziato probabilmente dalla mancanza di misurazione per l’obiettiva difficoltà relativa al packaging, mentre l’indicatore relativo al legno certificato al 98% ha riscosso un parere molto positivo tra i votanti (55% lo ritiene best practice). Importante il risultato sui trasporti in crescente riduzione in termini di emissioni (964 t di CO2 in 5 anni), positivo il supporto LPR, forse la consegna diretta al cliente finisce con l’aumentare questi valori, che tuttavia rispecchiano il raggiungimento dell’obiettivo al 75%, non apprezzato tuttavia dagli stakeholder. Una sfida per alzare i paletti e migliorarsi ancora di più per il 2017. Stessa bacchetta per i consumi di energia (40% “da migliorare”), anche se scesa di quasi 6 mln di kWh in due anni. Non raggiunto l’obiettivo, qui tutti d’accordo, nella riduzione dei rifiuti, la cui differenziata è rimasta ferma al 59%, mentre crescono gli imballaggi misti. Infine piace l’outcome 7, dove la riqualificazione urbana e il rispetto dei territori ha visto raggiungere gli obiettivi prefissati. Lavoro da fare specie in termini di economia circolare.

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Conclusioni.

L’idea di condividere i risultati di performance di Leroy Merlin con chiunque ne avesse interesse è stata molto positiva, e il lavoro sui social media, con le chat su twitter ha fatto e farà il resto, rendendo il bilancio partecipato una realtà da condividere, un ulteriore processo di stakeholder engagement. I risultati inoltre sono molto interessanti e danno incentivo ai manager di Leroy Merlin a ricercare un’integrazione maggiore e una reale diffusione di alcune tematiche come i consumi e la gestione corretta dai rifiuti, impossibili da gestire solo dall’alto. Uno strumento utile e per gli stakeholder e per Leroy Merlin stessa che dovrà saper cogliere gli stimoli dell’indagine per migliorarsi accettando la sfida delle complessità.

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