Capitani Coraggiosi: da aziende egocentriche a ecocentriche.

Il cambio di paradigma a condizione di creare valore per la comunità al centro del dibattito del seminario sulle aziende ecosostenibili e il fenomeno B-Corp.

aziende green

Da egocentriche ad ecocentriche.

C’è un grande cambiamento in atto. Proprio ora. È il nuovo percorso che hanno scelto sempre più aziende che hanno esteso i propri confini, non utilizzando più un approccio egocentrico, bensì ecocentrico. Si tratta di una nuova prospettiva, di cui parliamo spesso nel blog, che sta toccando un numero sempre maggiore di imprenditori, convinti non solo dai trend o dal trarre profitto, ma dagli aspetti che toccano il capitale intangibile dell’impresa, le persone, l’ambiente che lo circonda.

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Il nuovo approccio multistakeholder.

Il seminario, tenutosi in Aula Baratto a Ca’Foscari, vede tra i relatori la docente Chiara Mio, la quale illustra come il fattore ambientale sia integrato, incorporato in termini di costi ambientali. Da minaccia da scongiurare (evitare o ridurre le esternalità negative per aumentare il vantaggio competitivo) a elemento essenziale da comprendere in tutte le strategie aziendali. Gli stakeholder bidirezionali non esistono più, occorre ragionare sul tipo di relazioni e strategie e soprattutto nel come declinarle con le persone con cui l’azienda entra in contatto”. Le aziende più performanti nel lungo periodo sono quelle attente alla sostenibilità, con indicatori esg elevati. La direzione giusta è quella di trovare modelli d’impresa che mettano d’accordo tutti i portatori d’interessi, non certo ragionando in termini di profitto. Essere green, social oriented vuol dire pensare al benessere di un sistema aziende (ECOcentriche), lasciando alle spalle quello del singolo. Lo stesso budget non può essere più separato. “Ogni ramificazione del conto economico tiene conto delle strategie di sostenibilità. Esistono tre indicatori che rilevano un approccio responsabile dell’impresa: quante volte se ne parla del CDA, la presenza degli indicatori esg nelle prime linee e quanto la strategia è pervasiva, arriva veramente, fa sul serio” – afferma Mio.

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Il fenomeno B-Corp.

Passaggio seguente e inevitabile del convegno, l’esistenza delle Benefit Corporation e Società Benefit, con Eric Ezechieli, co-fondatore di Nativalab, il quale ha lanciato il primo obiettivo dello statuto della propria s.p.a. puntando su un obiettivo diverso dalla distribuzione dei dividendi agli azionisti, ovvero la felicità dei propri lavoratori (tecnicamente sarebbe illecito, difatti è stato respinto più volte prima di essere accettato). Ezechieli segnala come siamo in presenza di trasformazioni fortissime, come i 400.000 ordini di auto elettriche della TESLA, record nell’automotive. Segni di un nuovo inizio, di una nuova visione competitiva. “Le B-Corps si inseriscono in questo contesto. 1730 nel mondo le quali usano il business come forza positiva, tutte le aziende competono per essere le migliori del mondo, creando prosperità condivisa”. In Italia è arrivata la prima introduzione di forma giuridica da inizio 2016, con gli Usa gli unici al mondo ad averla adottata. Qui si inserisce l’indicatore (BIA score), nato dopo un decennio di studi e calcoli, come soglia per creare o distruggere valore. 80 è la quota a far oscillare le aziende da una parte all’altra. Misurare la sostenibilità, l’interessa per la comunità, ecco la via per far capire alle aziende

che essere sostenibile vuol dire essere competitivi e creare valore condiviso.  –> Leggi anche la B-Corp Talk 

Come Comunicare il valore?

Punto finale l’importanza del comunicare il valore, saper condividere gli impegni aziendali per la comunità (intervento di Stefano Dal Tin di Metalli Lindberg). Questi esempi fanno capire come esiste una massa critica di persone che al benessere collettivo ci pensa, aggregare, fare rete tra le diverse B-Corp che nasceranno è la prossima sfida.

Ma il domani è già oggi, è adesso.

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