Economia Circolare, come recuperare gli scarti in agricoltura?

Ecco i principi dell’economia circolare, ma come si recuperano gli scarti in un settore come quello agricolo?

economia circolare

Di cosa stiamo parlando?

Oggi parliamo di economia circolare, l’approccio che considera l’intero ciclo di vita del prodotto, dove i flussi di materiali utilizzati nelle proprie attività economiche sono recuperabili, per intero o parzialmente, rigenerabili e riutilizzabili in altra veste, creando un ciclo continuo, un circolo virtuoso che consente di arrivare all’obiettivo Zero Waste. Prenderemo ad oggetto, gli scarti agricoli, in particolare ci soffermeremo su quelli del settore vitivinicolo.

Cosa vuol dire economia circolare?

Di economia circolare se ne parla orse ancora troppo poco, soprattutto in Italia, ma a livello comunitario non si può ignorare la Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo dell’estate 2014 Verso un’economia circolare: programma per un’Europa a zero rifiutiDa qui si coglie la definizione europea di economia circolare così tradotta:

“Nei sistemi di economia circolare i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile e non ci sono rifiuti. Quando un prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita, le risorse restano all’interno del sistema economico, in modo da poter essere riutilizzate più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore..*”

From cradle to cradle, ovvero dalla culla alla culla, senza passare per la tomba (grave) e chiusura dei loop costruttivi. Imprese che decidono di intraprendere questo percorso devono dotarsi di risorse e competenze adeguate per assurgere la visione sistemica e integrata dei processi nella stessa cultura d’azienda. Disseminare la politica non solo dai vertici ma anche dalle altre funzioni aziendali, dall’Ufficio acquisti per la scelta delle materie prime sostenibili e più facilmente recuperabili o reimpiegabili, fino all’ufficio marketing per la corretta comunicazione del valore che si va a creare e all’educazione e sensibilizzazione dell’utilizzo del prodotto ai consumatori per evitare smaltimenti errati. La stessa progettazione del prodotto va pensata nella logica di riassemblaggio successivo e di riutilizzo degli scarti per altri scopi, senza escludere eventuali partnership da attuare con altre organizzazioni o imprese. Ad aumentare la probabilità di un efficace raggiungimento verso il difficile obiettivo di non produrre rifiuti, sono l’impiego di energie da fonti rinnovabili e sfruttare il più possibile i nutrienti biologici. Ora, ma come si applicano questi concetti in un settore complesso come quello agricolo?