L’enigma del lago rosso: cosa successe davvero a Nyos.

#Libreria • Questa non è una semplice recensione, entriamo a fondo nel romanzo di Frank Westerman sul mistero del lago di Nyos.

Le origini del mistero del lago di Nyos.

La libreria di greenhold si arricchisce oggi di un mistero che ha dell’incredibile e che ha a che fare con l’ambiente, persino con la sostenibilità, in che modo? Scopriamolo insieme. Innanzitutto citiamo una fonte più che autorevole come la BBC per poi passare alla parte iniziale del libro di Frank Westerman, presente al festival letterario “Incroci di Civiltà” a Venezia.

Yaoundè, 25 agosto 1986 – In un’isolata valle del Camerun occidentale sono morte almeno 1200 persone per cause ancora da accertare. La tragedia è avvenuta nella valle del lago Nyos, circa trecento chilometri a nord-ovest della capitale Yaoundè, nella notte tra il 21 e il 22 agosto. La maggior parte delle vittime sembra essere morta nel sonno. Non si vedono tracce di distruzione né sulle case né sulle piantagioni. In compenso si sarebbero trovate nella valle numerose specie di animali morti tra cui bovini, uccelli e insetti [..] La sera del 21 agosto nella vasta area circostante si è sentita un’esplosione. Testimoni oculari riferiscono che le acque limpide del vicino lago Nyos si sono colorate di rosso, dopo che un forte vento levatosi all’improvviso aveva provocato onde enormi. [..] (BBC, reuters).

L’enigma del lago rosso: i fatti.

Partiamo dai fatti narrati. Come Frank Westerman nel suo libro “L’enigma del lago rosso”, è parso doveroso porre all’attenzione di tutti l’oggetto della storia, perché “senza i fatti concreti, le parole non hanno mai spiegato nulla” (Pugliese). Parole che ha provato a mettere l’autore olandese, il quale per anni ha studiato, analizzato, confrontato i fatti con le storie. La singolare strage avvenuta nel 1986 in Camerun lascia ancora ombre, misteri e fatti scientifici da dimostrare. L’ipotesi principale è data dalla nube tossica sprigionato dl lago di montagna di Nyos. L’esperto geologo Haroun Tazieff sosteneva da sempre la tesi della nube di biossido di carbonio, il gas che espiriamo, “una volta e mezzo più pesante dell’aria”.

“Massa. È una vendetta che il dio Mawes regna sui morti nel fondo del lago e fa la guardia a un uovo di pitone che deve rimanere sempre bagnato. Adirato per la mancanza di offerte, il dio ha rotto l’uovo causando l’insopportabile nube fetida che ha asfissiato tutto quanto respirava: l’uovo di serpente era marcio!” […] “Si è spostato. Il lago prima era giu nella valle, ma poi è salito quassù [..] “.

Il mito, le voci che corrono tra la gente, una leggenda che si diffonde e tramanda nel tempo. Westerman ascolta e decifra, intende “osservare come germogliano nuovi filoni narrativi di un mito”. Partendo da quel boato di quella notte. Le foto: “un pendio verdeggiante di animali morti”; le sensazioni: “alcuni hanno percepito odore di polvere da sparo, altri di uova marce. Una donna cieca ha sentito la terra tremare.” H2S, acido solfidrico che avrebbe causato la paralisi dei muscoli respiratori – secondo il professor Schuiling dell’Univerità di Utrecht, e ancora la semplice CO2. Il mistero della valle del Nyos ridotto a una formula chimica.. Tuttavia la tesi dell’acido solfidrico si “volatizza”, troppo rapidamente per mietere vittime ad estese distanze.

Nyos: cos’ è successo realmente?

Tazieff spiega e argomenta la tesi più probabile: “acque freatiche venute in contatto con del magma, hanno provocato un’esplosione sotterranea. Per la forza di tale esplosione, un getto di vapore e gas vulcanici ha attraversato le acque del lago Nyos e la nube così formata si è poi distesa come un tappeto asfissiante sopra la valle”. Tazieff dichiara che il disastro di Nyos non è né unico né misterioso, ma si sarebbe già verificato sull’altopiano di Dieng in Giava Centrale. (contadini e bestiame morto, vegetazione intatta). Simile l’idea dello studioso Sigurdsson, il quale è propenso a sostenere che una nuvola di gas e vapore sia scaturita attraverso l’acqua, con una concentrazione mortale di CO2 disciolto nell’acqua come una bomba a orologeria.

I Portatori del mito.

1746 morti, 659 feriti, 8.344 animali morti/scomparsi. Un bilancio spaventoso, una teatro macabro. La seconda ipotesi avanzata da molti locali e predicatori è il segno divino. “Potrebbe essere stata una punizione. […] Dio potrebbe aver fatto esplodere il lago perché padre Anthony, sopravvissuto al disastro, aprisse gli occhi e il cuore”, sostiene Padre Nielen, consultato dall’autore. Dio, Satana, il mito corre, viaggia, si apre su parte della comunità.

E ancora i colloqui successivi sul posto dei Westerman esplicitano la terza rovinosa ipotesi, quella complottistica. “Bonaventure notò il mio stupore. Ci sono militari che presidiano costantemente il lago. Pensi facciano la guardia a un fenomeno naturale? Ho parlato con dei francesi che hanno detto che si era trattato dii gas. Va a dirlo in chiesa. Noi non abbiamo neanche la parola per “gas”, vento e aria sì, ma non il gas.” E ancora la sicurezza che quei morti erano cavie per testare qualcosa. Israele o un altro paese, una testata nucleare? Si diffonde persino un volantino del Comitato per la Rivoluzione Non Violenta. “La verità sul lago di Nyos: è stato un genocidio commesso da Biya con la complicità di Israele. Scopo: lo sterminio della popolazione del Camerun Occidentale”. Il mistero si arricchisce. “Pregare, disse padre Anthony, è la cosa migliore per prepararsi al giorno del giudizio”. Tra sacro e profano, religioso e catastrofico, politico o scientifico, l’enigma di Nos, il lago “rosso” è vivo e continua a scorrere tra le persone.

Quale conclusione?

Westerman osserva, ascolta e coglie il meccanismo. La gente ha bisogno di storie, di miti, di speranza. “La curiosità umana non si accontenta di ciò che è incompleto, assurdo, riconoscibile, Se non c’è alternativa, ci inventiamo quanto manca. Meno ci sono fatti, più ci sono storie.” In Africa non si pretende una spiegazione, “lì il mistero prospera perché tutti lo lasciano intatto per rispetto”. Una storia che tocca la sfera della sostenibilità? Una nube misteriosa? Un complotto? L’enigma resta vivo, macabro e silente.

da L’enigma del lago rosso (Westerman F., 2016)

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