Fablab, la robotica arriva nelle scuole con il crowdfunding.

Importante raccolta fondi per fornire un laboratorio di ricerca robotica per gli studenti dell’ITCG di Oderzo (TV).

Fablab, crowdfunding per la robotica.

Robolab, da Fablab. Non è il nome di un “transformer” né tanto meno un’idea della NASA. SI tratta di un progetto che vede direttamente coinvolti i ragazzi dell’Istituto Tecnico J. Sansovino di Oderzo (Treviso) e presto anche il Kennedy di Pordenone e il Malignani di Udine. È stata presentata alla stampa e al pubblico la campagna di crowdfunding, la raccolta fondi per creare un laboratorio di robotica per sviluppare e sperimentare le tecnologie utili da impiegare nei servizi industriali e non solo. Robolab è il primo di una serie di hub che darà spazio ai giovani studiosi dei robot e del loro potenziale impiego, inserito nel progetto Fablab.

Robolab, un network.

L’obiettivo delle istituzioni e delle scuole è quello di creare una vera e propria rete di innovazione tra istituti scolastici del Nord-Est. La campagna di crowdfunding è iniziata a dicembre 2014 e in sei mesi sono stati raccolti 55mila euro grazie a 150 differenti donatori, sia famiglie che imprese o associazioni di categoria. I progetti di Fablab vedono coinvolti diversi istituti del Veneto e del Friulano che hanno partecipato al crowdfunding.

Fablab, cosa fanno i ragazzi?

Nei Fablab si condivide, si integrano risorse tecnologiche e competenze. Knowhow messo a disposizione della comunità per sfruttare le tecnologie in un laboratorio didattico. Un’attività che permette agli studenti di andare oltre i meri studi teorici, consentendo loro di mettere in pratica le proprie capacità. Robolab del “Sansovino”, il quale si avvarrà della collaborazione di Unindustria Treviso, ne è l’esempio pratico. Sfruttando le stampanti 3D e i robot si proverà a realizzare un nuovo packaging eco-compatibile e personalizzato per bottiglie di olio e vino. La campagna di crowdfunding sarà utile per raccogliere i fondi necessari per dar frutto alle brillanti idee dei ragazzi, sempre più consapevoli della necessità di innovare per poter creare qualcosa di concreto che permetta di dare futuro e ambizione al loro status. Un miglioramento continuo realizzabile solo se enti pubblici, istituti di ricerca e imprese condividono e cooperano per dare spazio a queste nuove tecnologie capaci di ridurre i tempi e i costi, sempre più importanti in tutti i settori economici, dal primario al terziario. Il principio schumpeteriano* è così sempre vivo tra noi.

*Joseph Schumpeter(1883-1950) economista austriaco, primo studioso delle teorie dell’innovazione e dello spirito imprenditoriale, visto come principio vivo, creatore, portatore di crescita e vitalità all’intero sistema economico
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