L’Impresa di Domani: Innovativa Sostenibile Inclusiva

#Libreria • Il Salone della CSR e Innovazione Sociale è alle porte, dove ci eravamo lasciati? Facciamo un recap alternativo con una sintesi della pubblicazione della scorsa edizione a cura del comitato scientifico dell’evento.

Salone CSR

L’Impresa di domani..

Gli argomenti trattati dal libro sono molteplici, ma cercheremo di estrapolare i più significativi. Al centro della scorsa edizione del Salone della CSR e Innovazione Sociale la convinzione che l’impresa del futuro debba per forza essere più innovativa, sostenibile e inclusiva. Per questo si è discusso di cambiamento, coesione e competitività. Base del lavoro si concentra sul coinvolgimento dei portatori d’interesse per ottenere risultati a lungo termine. La comprensione degli SDGs di Agenda 2030 e la loro inclusione nei principi con cui si muove l’azienda deve essere un asse portante della nuova imprenditoria. Occorre diffondere una una nuova cultura anche negli attori economici in quanto soggetti value creator e riconoscendo giocoforza una dimensione in ottica di contributore anche del depauperamento ambientale o in caso di comportamento non proattivo persino generatore anche solo parziale, di disagio sociale.

.. sarà innovativa

C’è molto materiale che nella pubblicazione riconduce alla necessità di una visione d’impresa innovativa. L’orientamento a lungo termine richiede un approccio di partenza olistico e l’esempio della sezione curata da Alex Giordano (fondatore di NinjaMarketing) calza a pennello con la visione di «un’economia human oriented». Si parla di Rural Social InnovationI giovani neorurali stanno dimostrando che è possibile avviare e gestire un’attività economica che si imponga di produrre un impatto positivo per l’ambiente, l’agricoltura, la salute e l’economia stessa. Un agricoltura fondata sul ritorno alla terra, sull’eliminazione delle sostanza chimiche dannose per le piante e alla lunga sull’uomo (Ne abbiamo discusso al Parma Etica Festival 2017), su nuovi posti di lavoro, sul modello di disintermediazione, sulla ricerca della massima qualità sfruttando le nuove tecnologie e le collaborazioni con università e centri di ricerca, sulla filiera corta e sul dialogo bidirezionale con gli stakeholder, a partire dalle comunità locali.

..sarà sostenibile

Innovazione e sostenibilità. Ne abbiamo appena parlato penserete, giusto? Beh d’altronde è inevitabile collegare sostenibilità e innovazione. Le 3 E (Equità, Ecologia, Economia) prescindono anche dalla ricerca delle soluzioni più eco-efficienti, dalla produzione di un impatto positivo che generi valore sociale ed economico. Tutte le funzioni aziendali devono adattarsi e allinearsi alla nuova cultura se si vuole bilanciare la spinta al rispetto dell’ambiente con l’economicità. Servono condotte d’impresa responsabili che migliorano la performance (Lombardo G. e Mazzanti B.): prevenire eventi socio-ambientali, valutare i rischi con l’analisi ESG dell’impresa (Environment, Social, Governance). Cambiamento e innovazione come volano per una sostenibilità a lungo termine. L’incidenza sul piano sociale legata alla sostenibilità viene affrontata dal ricercatore Filippo Giordano con il riferimento al sempre più corto arrivo dell’Earth Overshoot Day, «il giorno del sovrasfruttamento della Terra, e cioè la data in cui il consumo di risorse naturali da parte dell’umanità inizia a superare la produzione che la Terra è in grado di mettere a disposizione in totale per quell’anno». Serve aggiungere altro? Non credo..

…sarà inclusiva

Mario Molteni e Matteo Pedrini curano lo spazio dedicato all’importanza dell’analisi di materialità. uno strumento che va a comparare gli aspetti ritenuti significativi, rilevanti per l’azienda con quelli importanti per gli stakeholder. Emerge da un’attenta rilevazione, una palesa carenza di cultura attorno all’analisi, una mancanza sui criteri da utilizzare per identificare gli stakeholder, concentrata nell’unità organizzativa dedicata alla sostenibilità per intercettare le istanze, le attese sociali e ambientali dei portatori d’interesse. Le potenzialità dell’analisi di materialità riflettono il non più procrastinabile ripensamento dell’orientamento strategico aziendale che coinvolga tutte le funzioni e si spinga a disseminare la cultura della sostenibilità fino all’area vendite. Collaborazioni tra aziende, associazioni di professionisti, organizzazioni internazionali è necessaria per de
ttare delle linee guida più chiare, senza scordare l’adattamento caso per caso, azienda per azienda.

L’importanza in chiave inclusiva non si ferma alla materialità. Progettare soluzioni con i clienti, lavorare a stretto contatto con i fornitori, creare valore condiviso, ridurre gli impatti ambientali a protezione della comunità, ingaggiare gli stakeholder. Ecco cosa vuol dire veramente includere i portatori di interessi dell’azienda sia interni che esterni.

Come sarà? Lo scopriremo al Salone?

Per il resto, la storia è ancora tutta da scrivere. L’edizione 2017 (qui trovate le nostre #BollediSaloneè a tema “L’Arte della Sostenibilità”, non resta che scoprirlo il 3 e 4 Ottobre all’Università “Bocconi” di Milano.

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