Parma Etica Festival, la salute dell’uomo dipende anche dalla salute dell’ambiente.

Dal 9 all’11 Giugno, Parma diventa capitale dell’etica. Conferenze, street food bio e vegan, stand all’insegna dell’ecologia e del rispetto degli animali al Parma Etica Festival.

Parma Etica Festival, la fiera.

Parco Eridiana, già verde di suo, vede risplendere tanti altri colori questo weekend. Sono i colori dei protagonisti del Parma Etica Festival dal 9 all’11 Giugno, attori entusiasti con stand, degustazioni, laboratori, conferenze e momenti conviviali, il tutto all’insegna dell’etica, del rispetto dei valori, delle persone e degli animali.

Già, il filo conduttore della fiera ci porta a conoscere ed affrontare, doveva succedere prima o poi cari lettori del blog, il mondo vegano, l’attenzione verso lo sfruttamento e le sofferenze che subiscono gli animali, con il consumo di carne nel mirino. Ospiti illustri, come Vito Mancuso, Selene Calloni Williams, Giulia Innocenzi, giornalista del Fatto, nonchè molti esperti, teologi e studiosi dei benefici per la salute e cultori della sana alimentazione e di relativi stili di vita degli italiani.

Zootecnia nel mirino, un po’ di numeri.

L’impatto al Parma Etica Festival è subito destinato ai carnivori per cercare di sensibilizzare chi ignora le sofferenze che patisce il mondo animale prima di divenire cibo per noi consumatori. Premessa: vivere vegan significa rifiutare tutto quello che deriva dallo sfruttamento e dalle sofferenze degli animali. Non solo carne: anche latte, uova, lana, pelle. Nel mirino l’allevamento intensivo, piccoli spazi e tantissimi animali, con il mancato rispetto delle esigenze fisiologiche e etologiche, e il trasporto al mattatoio, un viaggio spesso estenuante al quale gli animali arrivano fortemente debilitati. Una raccolta fotografica ci porta poi al legame con l’ambiente, 18% di emissioni di gas serra dallo zootecnico, più del settore trasporti, il pesante consumo d’acqua (servono 500.000 litri d’acqua per 5 kg di carne, consumate da una famiglia media in un anno), in più 19 milioni di tonnellate all’anno di deiezioni che vanno a finire spesso dove non dovrebbero, e il massiccio impiego di pesticidi, dannosi per la salute degli animali e quindi a catena dell’uomo. Numeri che inducono per lo meno a riflettere.

Ambiente, Agricoltura, Salute.

Al Parma Etica Festival spazio a Carlo Modenesi, docente di Ecologia Umana all’Università degli Studi di Parma, il quale ha tenuto venerdì 9, un panel molto interessante, ponendo innanzitutto l’attenzione sull’evoluzione umana, da intendere non come lineare, ma fatta di ramificazioni, derivante da fenomeni di speciazione. Il legame con l’ambiente è presto detto. La sesta estinzione della storia è in corso, con un tasso da 1000 a 10.000 volte maggiore dei precedenti e deriva da attività umane.

Numerosi i riferimenti all’Enciclica di Papa Francesco: “il tutto è superiore alla parte” recita Bergoglio, parlando di ecologia integrale. L’ambiente non va considerato in chiave tecnicista, ma «è un fattore di condizionamento del nostro stato di salute, non tutto dipende dalla genetica» – ha affermato Modenesi.

L’incidenza del cambiamento in atto, la connessione del cambiamento nell’ambiente con le malattie degenerative e il cancro è in forte crescita. Mancano vere politiche pubbliche. Ma fino a che punto ne sappiamo?

L’Ecologia del PIL.

Indicatori come il PIL, per quanto possano essere utili, non bastano per considerare il cambiamento ambientale in atto e il relativo impatto sulla salute umana. Il Pil non considera il danno di un taglio nel bosco, anzi vale più di un bosco vivo. Non è affatto vero. I beni e servizi ambientali che fornisce un ecosistema simile sono innumerevoli. Basti pensare all’impollinazione delle api, o ai pipistrelli che in USA permettono un risparmio di 23 milioni di dollari in termini di resa dei servizi ambientali. L’uomo a partire dal mondo delle costruzioni, ha cominciato a edificare non più in sintonia con l’ambiente come faceva un tempo. Quartieri dormitori, aree di periferia che hanno favorito la criminalità, un fenomeno di dequalificazione anche sociale. Pensiamo all’ILVA, alla “Terra dei Fuochi” e i danni per la salute umana. Tutto torna. La responsabilità dell’uomo per i danni sull’ambiente e sulla salute stessa, si fa senza essere coscienti degli impatti. «L’ambiente comincia a risentirne, la resilienza ha dei limiti e la vita inizia a scomparire» (dal ’70 dimezzamento di una parte della fauna).  In corso un processo di deforestazione, seguono piante, animali e microrganismi. Tra le cause di perdita di biodiversità pesano il cambiamento climatico, l’inquinamento chimico, la frammentazione dell’habitat, il prelievo di risorse biologiche e il loro utilizzo intensivo.

La salute ambientale prerequisito per la salute umana.

La perdita di biodiversità deriva spesso da un fenomeno di nostra responsabilità. Il massiccio uso in agricoltura e zootecnia dei pesticidi. Trattamenti chimici, meccanizzazione, fattori che danneggiano il suolo, lo rendono meno fertile, e l’uso dei pesticidi con il passaggio di insetti, i quali tendono a infettarsi a contatto con la chimica, di cui si cibano i bovini che poi finiscono nella nostra tavola. Un ciclo continuo che finisce indirettamente ad impattare noi stessi. Feti, infanti, donne in gravidanza sono poi le persone più a rischio: «tasso di tumori infantili su del 13% negli dal 2001 al 2010!». Pesticidi con alti tassi di cancerogeneità e tossicità oggi mettono l’Italia, ahimè, al primo posto per utilizzo (5,6 kg per ettaro all’anno).  Con l’inquinamento atmosferico e i cattivi stili di vita degli italiani, non va quindi scordata l’incidenza sempre maggiore che deriva da un vero e proprio eccidio dell’ambiente, dell’ecosistema e dei relativi servizi che esso ci offre. 

Crisi ambientale è crisi antropologica.

Messaggio chiaro e forte dal Parma Etica Festival. Da mais, soia ai bovini, dai bovini alle mamme, dalle mamme ai figli. Un circolo vizioso, che vede l’uso dei trattamenti fitosanitari nel mirino, non si può essere ancora ciechi di fronte a questo shock in atto. In Francia, pensate che l’incidenza sul Parkinson è stata riconosciuta e certificata, e diversi agricoltori francesi hanno chiesto il risarcimento danni. Pesticidi e esposizione a sostanze tossiche e conseguenze sulla nostra salute sono una triste realtà che deve spingere sempre più a scelte più ecosostenibili, a dar spazio all’economia circolare, al biologico e ad un approccio integrato che consideri gli impatti sull’ambiente e sulla salute in primis. Altrimenti la sesta estinzione porterà alla settima e così via..

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