Quanto costa estrarre bitcoin? L’altra faccia della medaglia della criptomoneta

Bitcoin. L’estrazione della criptovaluta fondata nel 2009 il cui valore continua a crescere quanta energia consuma?

Bitcoin, l’altra faccia della medaglia

Vi siete mai chiesti quanta energia occorre per estrarre bitcoin? Probabilmente no, ma avrete sicuramente sentito parlare della criptovaluta in ottica positiva, aperta, libera dal controllo delle autorità che permette transazioni non controllate (e il deepweb ringrazia). 

Tuttavia esiste un rovescio della medaglia (un altro). Per creare bitcoin, infatti è necessaria una quantità sempre maggiore di energia elettrica. Le transazioni utilizzano la blockchain, ovvero l’utente che detiene bitcoin ha un computer che trasmette ai vari client (altri utenti dotati di altri pc) le informazioni poi duplicate in rete. Un registro che deve mantenere la sua integrità senza dispersioni o manomissioni.

Servono quindi calcbitcoinoli crittografici complessi, processi di autenticazione prolungati e l’aggiunta delle informazioni comporta un dispendio di energia sempre più grande.

Quanto costa un bitcoin?

Oggi si parla di un costo pari a 215 kilowatt orari che se moltiplichiamo per le circa 300mila operazioni giornaliere di bitcoin in tutto il mondo, sono circa 23 Terawatt all’ora quanto l’Ecuador o la Nigeria.

Il mining costa caro quindi. La notizia del mancato upgrade del software è stata ben accolta dagli investitori, ora un bitcoin vale 7.830 $. L’aggiornamento avrebbe tuttavia velocizzato le operazioni e probabilmente ridotto i costi, ma il sistema non era pronto ad accoglierlo e c’è a chi sta bene così.

Con il valore in crescita, si continua ad estrarre e l’impatto ambientale è destinato ad incrementare ulteriormente.  

Quali soluzioni per un bitcoin green?

Eppure qualcosa si sta muovendo per far fronte a questo scoglio che rischia di divenire un boomerang ragionando in ottica di equità sociale e di moneta libera dal controllo. Ognasty utilizza già energie rinnovabili con il Green Energy Bitcoin Mining Project, poi c’è il proof of stake di Vitalik Buterin che propone di «depositare una quantità di denaro in un fondo comune, che poi potranno ritirare se la transazione stessa si rivela autentica» (wired).

Sperando in qualcosa di più concreto e che i miners alzino lo sguardo oltre lo schermo, possiamo constatare che è urgente intervenire perchè il consumo energetico dei bitcoin, la criptovaluta amata per la bontà dell’iniziativa, sta salendo un po’ troppo. Servirebbe fare un passo indietro che gli investitori tuttavia non intendono fare..

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