Quando la socializzazione è sostenibile? Ce lo spiega Svetti con #socialwhite

#aTuxTu con.. Emanuele Svetti.

Due domande e due risposte, la prima flash interview di greenhold, ci porta nel mondo dei social. Siamo a Milano, capitale del design, nell’affascinante cornice del quartiere Brera per l’evento “White in The City” nella settimana del Salone del Mobile e Design Week.

Palazzo Cusani ospita alcune delle installazioni e sculture di bianco inteso come colore del benessere. Il legame tra bianco e sostenibilità esiste e con il progetto #socialwhite l’architetto Emanuele Svetti dell’omonimo studio ce lo racconta secondo la veste della socializzazione. La sala ospita al centro le sedute per co-creare e relazionarsi, un wall per lasciare un messaggio, un segno con bloggers e social addicted pronti a scatenare la loro creatività.

Che cosa rappresenta questo spazio bianco per i social?

«Lo spazio #socialwhite fondamentalmente ha anche un senso mirato alla socializzazione, però anche a una socializzazione sostenibile, quindi l’utilizzo di materie e materiali che possono anche trasmettere alle persone che vivono questi ambienti un senso ulteriore di benessere. La volontà primaria è anche quella di far capire come il bianco sia un colore di una forza esplosiva pari al rosso, in pratica al contempo risulta alienante dal colore e allo stesso piano, con l’utilizzo della luce, la massima riflessione di qualsiasi tipo di tono cromatico, quindi è sicuramente la quinta essenza del colore ».

Possiamo dire “white is the new green” in qualche modo?

« In qualche modo si, il concetto è che siano comunque ambienti che possiamo vivere in maniera virata al verde perché poi anche nel corso di diversi speech il concetto di green è venuto fuori, ho spesso giocato sul concetto di sostenibilità dove faccio ragionare le persone su un concetto caro a noi architetti che è l’eco-sostenibilità ma che per molti è diventata ego-sostenibilità cioè è più un biglietto da visita per sé stessi che non qualcosa che noi rendiamo alla società in termini di benessere e ed eco compatibilità, però più spesso è un ego-centrismo appunto che lega tutti i lavori di alcuni miei colleghi ».

Per saperne di più visita il sito Studio Svetti

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