Trump, would you make America great again? Accordi Cop21 a rischio.

Trump minaccia per lo sviluppo sostenibile? Si può correggere il tiro dopo i fatidici accordi presi un anno fa alla Conferenza sul clima Cop21 in merito al cambiamento climatico e l’impegno degli stati membri a ridurre il riscaldamento globale di 2° C nei prossimi anni?

trump cop

Climate Change e COP21

No e poi no. Messaggio all’Europa del commissario UE, Miguel Arias Canete al negoziato COP22, un anno dopo appunto. “L’impegno preso nella COP21 è irreversibile e irrevocabile. Siamo dalla parte giusta della storia”. Messaggio all’Europa sì, ma anche agli USA e Trump. Gli accordi ci sono e ora andranno rispettati.

Trump e il disinteresse per il clima.

Tuttavia la posizione in merito di Donald Trump, neoeletto presidente degli Stati Uniti d’America, è nota da tempo. L’eccentrico tycoon che ha fatto breccia tra le pance fameliche della gente, non sembra volerne sapere di climate change, riscaldamento globale o emissioni eccessive e troppo inquinanti, anzi, è tutto una bufala, una beffa dei cinesi (tweet del 2012). The Donald ha smentito, ma il fatto resta (il post è ancora visibile) e altrettanto l’intenzione attuale di far cadere gli accordi presi alla COP21, per ridare peso alle fabbriche altamente inquinanti e al lavoro nel settore perennemente in crisi del manifatturiero. A proposito di climate change, leggi anche Le Assicurazioni per l’adattamento ai cambiamenti climatici: la mossa Unipol

Cosa dice la NASA? 

trump

Il grafico che mostra l’andamento delle temperature nell’ultimo secolo e oltre..

Really? La scienza smentisce categoricamente Trump, che facendo marcia indietro già su alcune opinioni pericolose prese durante la campagna elettorale, probabilmente si spera venga ben consigliato e informato a riguardo. L’IPCC, qui trovi una recensione di un libro che affronta il tema climatechange, o la stessa Nasa per esempio, forniscono informazioni utili sul corrente andamento del clima influenzato dalle attività umane, e la direzione è ben evidente (foto).

Accordi a rischio?

Calma, in realtà no. Il piano è appena entrato ufficialmente in vigore e ha visto unire verso la stessa vision paesi come la Cina, l’India, gli USA e diversi stati dell’UE. Chissà forse il discusso articolo 9 che chiede ai Paesi sviluppati di “fornire risorse finanziarie per assistere” quelli in via di sviluppo, “in continuazione dei loro obblighi attuali” può destare frizioni e va contro l’opinione politica del tycoon. Fatto sta che le promesse di Trump, minacciose per l’ambiente, non sapremo se avranno effetto nel corso del suo mandato. Il rischio di un’agenda conservativa, che ignori il progresso delle energie green, è alto. Il repubblicano ritiene che la politica di Obama sia troppo generosa nei confronti degli altri paesi. Il motto trumpiano “make America Great again sotto questo profilo, può mettere a serio pericolo questi accordi, come già avvenuto nella gestione W.Bush nel 2001 quando fece disdetta per gli USA dal protocollo di Kyoto

Quale scenari per il futuro?

Lo sviluppo sostenibile dovrebbe toccare da vicino più di tutti paesi che consumano come l’America. Gli scenari degli scienziati per il 2050 vedono la necessità di risorse pari a un pianeta e mezzo, mentre se avessero tutti il consumo pari agli USA parleremo di quattro pianeti in termini di risorse. Scarsità che porterebbe a conflitti sociali per accaparrarsi i viveri e materie prime. Se ci mettiamo poi emissioni e riscaldamento globale, ecco che la situazione globale non è poi così serena, e nemmeno poi così lontana, pensiamo anche agli SDGs.

Se la politica di Trump sarà orientata solo al breve termine, il rischio di distorsioni e condizioni peggiori c’è, ma siamo sicuri che in fondo non si possa ragionare non pensando al futuro delle generazioni successive. Sfida doppia per Donald Trump. Un’America che non pensa oltre i propri confini, oltre un orizzonte breve, non sarebbe più America.

Unisciti a Greenhold

A te la parola

commenti